Profile

Layout

Menu Style

Cpanel
06 Mag

La legittimità della matrioska europea

Scritto da
Perché votare alle elezioni europee? Che cosa vuol dire essere cittadini europei e cosa comporta? Queste sono, probabilmente, le domande che molti di noi si porranno a maggio, nel cercare una motivazione per intraprendere quel breve eppure in qualche modo faticoso viaggio verso le urne. Molte democrazie vivono questo paradosso: in quanto cittadini abbiamo il diritto/dovere di indicare al governo come governare nel nostro interesse, ma spesso questo diritto/dovere si perde nel divario che ci separa dalle istituzioni.  L’Unione Europea (UE) rende la situazione ancora più complessa. Si sa che ne siamo cittadini, eppure l’UE appare così distante e complessa che è difficile capire chi governa, per chi e perché.

Un governo ha legittimità democratica se prende decisioni che riflettono le preferenze e gli interessi dei cittadini che lo votano. Questo comporta che i governi si rendano responsabili di prendere e intraprendere scelte e decisioni in cambio del voto che i cittadini garantiscono sulla base di promesse elettorali. In realtà, il funzionamento di questo sistema non è perfetto, lo sappiamo e viviamo tutti. E’ difficile per un governo mantenere la promessa di abbassare le tasse, quanto una situazione di debito suggerisce che ricevere soldi è la soluzione razionale. In qualche modo, tuttavia, un cittadino ha la possibilità di esprimere dissenso o protestare contro una mancata promessa: sa chi governa, sa di cosa è responsabile.

L’UE aggiunge livelli di difficoltà al non perfetto sistema democratico: 28 paesi, un parlamento, una commissione, consigli di vario tipo… In questa “matrioska europea” è difficile capire chi rappresenta chi e chi è responsabile per cosa. Gli strati istituzionali che separano i cittadini dall’Europa sono tali che è difficile tenere conto quali siano promesse e politiche in gioco. Questa distanza può rendere l’interesse e la motivazione nel votare alle elezioni europee flebile: per chi voto e perché? L’impasto di legittimità dell’UE non sembra ben amalgamato.

C’è un secondo fattore che disperde la legittimità attraverso i diversi strati della matrioska europea: in sostanza, l’agenda europea è dettata dagli stati membri che sostituiscono la funzione dei cittadini. Questo implica, da una parte, che le preferenze dei cittadini sono filtrate dai governi nazionali, con le frizioni menzionate in precedenza; dall’altra che esiste una tensione costante tra le agende politiche nazionali e quella europea. C’è un problema di coordinazione tra le responsabilità nazionali e quelle europee che spesso non si risolve, finché una situazione di crisi costringe i governi a prendere una decisione risoluta per salvare il salvabile. L’esempio corrente sono le politiche di austerità e il fondo salva stati.

Alla luce della distanza, intangibilità e incomprensibilità del sistema democratico europeo, non è sorprendente che la motivazione per recarsi alle urne spesso manchi. Tuttavia, alla fine dei conti, la democrazia europea prende decisioni che, volenti o nolenti, ci coinvolgono e colpiscono. Nessuno di noi ha votato per l’austerità, eppure è diventata una presenza pressoché dogmatica nel dibattito e nella realtà delle politiche nazionali.

Inoltre, a questo punto ci si deve chiedere se sia davvero realistico pensare che il processo di integrazione sia reversibile, visti i costi economici, politici e sociali che questo comporterebbe. I movimenti euroscettici discreditano l’ipotesi, anche se i calcoli sembrano dire il contrario. Quello che e’ certamente possibile e’ limitare i costi e gli attriti di questo processo processo, e per lo meno provare a dirigerlo. Fiducia e partecipazione, attraverso il voto, sembrano essere il primo passo per rendere l’Europa non solo piu’ efficiente, ma soprattutto più legittima. 

 
 
Sei qui: Home Blog La legittimità della matrioska europea